
IL COTONE
DI SICILIA
Prima del filato c’è la terra. Ma prima della terra ci sono studio e ricerca, perché la qualità della fibra si progetta prima ancora che la pianta nasca.

IL COTONE
TORNA IN
SICILIA.
La coltivazione del cotone in Sicilia ha radici antiche. Le fonti ne collegano la diffusione alle conoscenze agricole e irrigue introdotte nel Mediterraneo prima dell’anno Mille. Nei secoli successivi, la fibra siciliana alimentò attività agricole, commerci e manifatture locali, fino a raggiungere i mercati tessili dell’Italia settentrionale.
Nel corso del Novecento questa coltura fu progressivamente abbandonata, penalizzata dalla concorrenza estera, dai costi di produzione e dalla mancanza di una filiera adeguata. Gloria Terrae riparte da questa storia e riporta il cotone nei campi di Ramacca, nella Piana di Catania.
Sette anni di coltivazioni condotte in diverse aree della Sicilia hanno permesso di conoscere le fasi più delicate della pianta e di sviluppare un metodo adatto alle condizioni climatiche dell’isola. Il progetto nasce per produrre in Sicilia una materia prima destinata alla filiera tessile italiana, con controllo dell’origine, esperienza agronomica e attenzione alla qualità della fibra.


COTONI DIVERSI PER FILATI DIVERSI.
Nei campi di Gloria Terrae, a Ramacca, coltiviamo varietà tessili scelte in base alla lunghezza, alla finezza, alla resistenza e all’uniformità della fibra. La selezione tiene conto della destinazione finale del cotone e del comportamento delle piante nelle condizioni climatiche della Piana di Catania.
Alcune varietà sviluppano fibre adatte a filati più corposi e strutturati. Altre producono fibre più lunghe e fini, indicate per filati sottili, regolari e resistenti.
Il seme stabilisce il potenziale della coltura. Il terreno, l’acqua, il clima e il momento della raccolta definiscono il risultato nei nostri campi. Per questo la scelta varietale rappresenta il primo passaggio del progetto tessile di Gloria Terrae.
IL TEMPO
DEL COTONE.
Il cotone segue un ciclo che accompagna gran parte dell’anno agricolo. La semina avviene generalmente ad aprile, quando le temperature notturne si stabilizzano intorno ai 12 °C. Il momento preciso cambia in base alle condizioni del campo e all’andamento delle temperature.
Nei primi mesi la pianta concentra la propria crescita nello sviluppo vegetativo. Successivamente compaiono i fiori e, dopo la fecondazione, iniziano a formarsi le capsule che custodiscono semi e fibra. Con la maturazione, la capsula si apre e lascia emergere il fiocco bianco.
La durata del ciclo può variare in funzione delle caratteristiche della pianta e delle condizioni climatiche. Nei nostri campi la fioritura accompagna generalmente i mesi di luglio, agosto e settembre, mentre la raccolta si concentra tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. In presenza di piogge intense può essere anticipata per preservare la qualità della fibra.


RAMACCA — PIANA DI CATANIA
COLTIVARENEL CALDODELLA PIANADI CATANIA.
I campi di Gloria Terrae si trovano a Ramacca, nella Piana di Catania. Qui il cotone affronta una forte escursione termica e temperature estive che, nelle giornate più estreme, possono avvicinarsi ai 50 °C.
La disponibilità idrica deve essere valutata in relazione alla varietà, al terreno e all’andamento della stagione. In condizioni ordinarie il fabbisogno può richiedere apporti indicativi di circa 300.000 litri per ettaro. Nelle zone più calde della Piana di Catania, dove la temperatura può superare di circa dieci gradi quella di altri areali siciliani, l’apporto può salire fino a circa 500.000 litri per ettaro.
Non conta soltanto la quantità di acqua. Anche il momento nel quale viene resa disponibile influenza crescita, fioritura e maturazione. Uno stress idrico nelle fasi più sensibili può limitare lo sviluppo della pianta e ridurre la resa. Per questo il campo viene osservato durante l’intera stagione e ogni intervento viene adattato alle sue condizioni reali.


UN SUOLO MODELLATO DALL’ETNA.
SILICIO — ZEOLITI — UMIDITÀ
La presenza dell’Etna non rappresenta soltanto un elemento del paesaggio. Secoli di attività vulcanica hanno contribuito alla composizione dei terreni della Piana di Catania, caratterizzati dalla presenza di sali minerali, silicio e piccole componenti di origine eruttiva.
Tra queste si trovano le zeoliti, minerali porosi capaci di assorbire acqua e contribuire al mantenimento dell’umidità nel sottosuolo. Questa caratteristica aiuta il terreno a limitare la dispersione dell’acqua per evaporazione e rende disponibile una riserva preziosa per le radici.
Nell’area di Ramacca il vantaggio offerto dal suolo deve però confrontarsi con temperature particolarmente elevate. La gestione del terreno, l’osservazione della sua umidità e la lavorazione degli strati superficiali diventano quindi parte integrante della coltivazione.


Gloria Terrae coltiva il cotone attraverso due differenti modalità. Nei campi condotti in asciutto, la pianta cresce sfruttando l’acqua presente nel terreno e quella fornita dalle precipitazioni, senza irrigazione attraverso tubazioni.
La resa dipende direttamente dall’andamento delle piogge e può attestarsi intorno ai 1.000 chilogrammi per ettaro. È una produzione inferiore rispetto a quella dei campi irrigati, ma proporzionata a una coltivazione che utilizza le risorse idriche rese disponibili naturalmente dall’ambiente.
In condizioni agronomiche differenti la produzione può raggiungere circa 2.000 chilogrammi per ettaro. Nei campi irrigati destinati al cotone a fibra lunga può arrivare fino a circa 3.000 chilogrammi per ettaro. Anche le varietà a fibra medio-corta potrebbero produrre di più attraverso l’irrigazione, ma Gloria Terrae ha scelto di coltivarle prevalentemente in asciutto.
IL CONTROLLO DELLE INFESTANTI SENZA
DISERBO CHIMICO.
La gestione delle infestanti comincia prima della semina attraverso la tecnica della falsa semina. Il terreno viene preparato come se dovesse ricevere immediatamente il cotone, stimolando la germinazione delle erbe spontanee. Prima di inserire il seme, le nuove infestanti vengono eliminate. Questo intervento consente di ridurne la presenza iniziale fino a circa il 60%.
Durante la crescita del cotone, gli spazi tra i filari vengono lavorati con mezzi meccanici. Nei punti che le macchine non riescono a raggiungere si interviene manualmente con la zappa. È un metodo che richiede più passaggi e una presenza costante in campo, ma permette di controllare la vegetazione spontanea senza ricorrere al diserbo chimico.
La lavorazione superficiale contribuisce inoltre a ossigenare il terreno, limitare la competizione per acqua e nutrienti e conservare l’umidità negli strati più profondi.



RACCOGLIERE AL MOMENTO GIUSTO.
Il momento della raccolta incide direttamente sulla qualità del cotone. Una fibra raccolta troppo presto può risultare immatura; attendere troppo a lungo espone invece i fiocchi aperti all’umidità, alle piogge e alla perdita di brillantezza.
Gli operatori osservano il grado di apertura delle capsule, la maturità della fibra e le previsioni meteorologiche. Quando si annunciano piogge intense, la raccolta può essere anticipata per evitare che l’acqua danneggi il cotone ormai esposto.
Dopo la raccolta, la fibra deve essere conservata in condizioni adeguate. Calore e umidità eccessivi possono avviare fermentazioni e compromettere il raccolto. La ginnatura separa quindi la fibra dai semi e dai residui vegetali, preparando il cotone alle successive lavorazioni tessili.
DAL TERRENO ALLA FIBRA.
Il cotone attraversa una stagione fatta di trasformazioni progressive. Il terreno viene preparato, il seme germoglia, la pianta cresce e fiorisce. Dopo la fecondazione si forma la capsula, che custodisce semi e fibre fino alla maturazione. Quando il frutto si apre, il cotone mostra il fiocco bianco pronto per la raccolta.
GRAND CRU
EARTHMADE
IN ITALY.

Grand Cru Earthmade in Italy racconta il cotone italiano a partire dalla sua origine agricola. L’espressione “Grand Cru” richiama il valore di una materia prima legata a un territorio, a una varietà e a un metodo riconoscibili.
Non descrive soltanto il luogo nel quale avviene la trasformazione. Comprende la terra nella quale nasce la fibra, il seme scelto, la stagione agraria, il lavoro nei campi e i controlli eseguiti dopo la raccolta. “Earthmade in Italy” riporta così il significato del Made in Italy al principio della filiera: la materia prima.
Gloria Terrae documenta il percorso del cotone siciliano dal campo alla trasformazione tessile. Origine, caratteristiche della fibra e lavorazioni successive costruiscono un’identità precisa, destinata a chi cerca qualità, provenienza verificabile e una filiera italiana che comincia dalla terra.
GLORIA TERRAE — EARTHMADE IN ITALY













